Itinerario Valle D’Aosta

Valle D’Aosta

Valle d’Aosta, un paradiso per chi cerca l’outdoor e la natura senza rinunciare a storia e tradizioni. La più piccola Regione d’Italia, costellata dalle più alte vette delle Alpi, è la destinazione ideale per chi ama gli sport invernali e le passeggiate ad alta quota. Le sue verdi valli e i castelli fiabeschi, completano l’opera rendendo la Valle d’Aosta un luogo incantevole da vivere in ogni stagione dell’anno.

LE API DELLE ALPI

Le api delle alpi è una giovanissima azienda apistica valdostana. A fronte di un mercato del miele dove sempre più si trovano prodotti di dubbia natura, ci propongono una continua e costante ricerca della qualità mantenendo inalterate le proprietà del miele prodotto dalle loro api. Traendo ispirazione dalla perfezione e dall’armonia della natura, curano ogni passaggio al meglio, rimanendo legati ad una visione artigianale del lavoro, dal loro alveare alla nostra tavola.

COME RAGGIUNGERE L’AZIENDA

Trasporto pubblico: la destinazione dista circa 70 km dai Giardini Sambuy. Per raggiungerla è possibile prendere il treno dalla stazione di Torino Porta Nuova, in direzione Ivrea (57’, 3 fermate). Scendere al capolinea e prendere il bus verso Aosta (25’, no stop). Giunti a destinazione, Point Saint Martin, prendere l’ultimo pullman, n.110, e scendere alla fermata Donnas (5’, 5 fermate). Da qui l’azienda è raggiungibile a piedi.

In auto: Le api delle alpi possono essere raggiunti anche in macchina. Partendo dalla stazione di Torino Porta Nuova tramite A5/E612 e A5.

1° TAPPA: Bonne Vallè

“Bonne Vallée” è nata nel cuore della bassa Valle d’Aosta, nel borgo di Vert, un grazioso villaggio posto sulla destra orografica della Dora Baltea nel comune di Donnas. La riscoperta di sapori antichi e genuini, seguendo la tradizione tramandataci dai nostri nonni, sta alla radice di un’attività che si vuole proporre ad un pubblico sempre più attento e fedele. Silvio ed Ezio con Monica sono i protagonisti di questa bella avventura, ma non vanno scordati i tre bimbi biondi “specialisti assaggiatori”!

L’esperienza nasce nel 1990 con la riuscita sperimentazione del metodo di coltivazione a rotazione “patate-mais”; in quel periodo, inoltre, la riscoperta di un antico forno a legna ci apre una strada nuova e stimolante: la produzione di pane di segale seguendo i metodi naturali della lievitazione con la pasta acida. Accanto al nostro forno abbiamo vissuto alcuni dei momenti più belli della nostra vita: le lunghe nottate con gli amici a cuocere i pani poi, mentre l’alba rischiarava i nostri monti, assaporare quell’aroma che non può essere descritto, ma che non si può scordare.

2° TAPPA: Forte di Bard

Il forte di Bard è un complesso fortificato fatto riedificare nel XIX secolo da Casa Savoia sulla rocca che sovrasta il borgo di Bard, in Valle d’Aosta.Dopo un lungo periodo di abbandono, il forte è stato totalmente restaurato con interventi ispirati al recupero conservativo: è stato aperto ai visitatori nel gennaio 2006. Attualmente ospita esposizioni di arte antica, moderna, contemporanea e di fotografia. Il forte è inoltre sede di tre percorsi permanenti: Il museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi, Le prigioni, e Il museo del Forte. Nel cortile interno principale si svolgono nel periodo estivo rappresentazioni musicali e teatrali.

3° TAPPA: Rêve en vert

L’azienda agricola “Le rêve en vert” nasce nel 2019, da un sogno di un ragazzo appena ventenne, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti locali a KM0. L’azienda è nata con la vendita diretta di piccoli frutti e ortaggi in generale: ora coltiva 4 ettari di terreno e si è specializzata anche nella produzione di trasformati, la quale include: confetture, antipasti di verdure, passata di pomodoro e ragù di selvaggina, tutte proposte assai apprezzate nel periodo natalizio. Sostenibilità, qualità e stagionalità sono le tre parole chiave delle loro produzioni.

4° TAPPA: Agriforno delle Goilles

Katia e Paolo, 2 fornai/contadini che fanno il pane, coltivano e macinano i propri cereali in Valle d’Aosta. Hanno deciso di aprire la loro attività nel 2016, in cui impastano a mano e a macchina e utilizzano in panificazione solo il lievito madre. I cereali sono coltivati senza uso di pesticidi/fertilizzanti o altre sostanze nocive. Le farine sono molite a pietra, direttamente da loro o da molini e produttori di loro conoscenza. Panificano solo con farine semintegrali coltivate da loro o da chi condivide le loro stesse scelte di rispetto per le altre persone e per l’ambiente. Producono il pane di segale, di grano tenero e di farro monococco. Per la cottura, infine, utilizzano il forno a legna.

5° TAPPA: Castello di Fènis

Il Castello di Fénis, situato su un piccolo promontorio privo di difese naturali, è sicuramente uno dei manieri più celebri della Valle d’Aosta grazie soprattutto al suo aspetto esterno. Torri, mura merlate, feritoie e beccatelli conferiscono alla struttura la classica immagine del castello medievale: un imponente apparato difensivo che in realtà protegge e racchiude una residenza signorile. Il maniero custodisce cicli pittorici in stile gotico tra i più famosi del Nord Italia, commissionati dalla potente famiglia Challant, proprietaria del feudo. L’edificio attraversò un lungo periodo di abbandono, durante il quale venne addirittura utilizzato come fattoria, fino a quando, nella seconda metà dell’Ottocento, l’architetto Alfredo d’Andrade lo acquistò per conto dello Stato e lo restaurò nelle parti più degradate, cercando di salvare il maniero da una rovina imminente.

6° TAPPA: Agribirrificio Leoni

Matteo Leoni e Valérie Jaccod sono i due giovani titolari dell’Agribirrificio Leoni la cui sede si trova in centro a Saint-Pierre. Ma cosa significa agribirrificio? Significa che l’azienda produce la propria birra a partire dalla semina dell’orzo. L’aspetto agricolo è una parte fondamentale della loro attività; non utilizzano fertilizzanti chimici nei loro campi e, pur di evitare l’uso di diserbanti, accettano il rischio di vedere nascere altre piante insieme all’orzo. Una volta raccolto e stoccato, l’orzo non viene sottoposto a nessun trattamento. Ciò che cresce nei campi si ritrova nel bicchiere. Rispetta la naturale fertilità del suolo, il che implica che non vengano effettuate arature profonde che potrebbero inaridire la terra e modificarne la struttura, ma si lavora solo sul primo strato per preservare i nutrienti e la vita microbica del terreno. Inoltre, dopo la raccolta, la paglia residua viene lasciata sul campo come nutrimento per l’anno successivo. L’azienda crede fermamente che questa filosofia, oltre a garantire la qualità del prodotto, contribuisca a limitare al minimo l’impatto ambientale.

7° TAPPA: Castello Sarriod de la tour

Il castello Sarriod de La Tour è una delle espressioni più pure del Medioevo, sia dal punto di vista architettonico, che da quello artistico. Sono infatti conservate nella cappella pitture eseguite nel Duecento e nel Quattrocento, ma il vero gioiello, splendidamente conservatosi, è il rarissimo soffitto delle teste, realizzato intorno agli anni Trenta del Quattrocento. Piccole teste scolpite spuntano dalla copertura del salone con l’intento di sorprendere, irridere o spaventare gli avventori: personaggi fantastici, mostri, esseri umani discinti, animali ibridi, draghi e sirene popolano le travi della stanza in una foresta lignea di straordinaria originalità. Nel castello si conservano anche alcuni mobili e dipinti appartenenti alla famiglia Sarriod de La Tour, proprietaria del castello per nove secoli.