Itinerario Cuneo

Cuneo

Cuneo, la capitale verde del Piemonte

La città piemontese di Cuneo deve il nome alla singolare posizione geografica che ricopre: posta infatti su un altopiano a triangolo, si presenta come una sorta di punta o cuneo conficcato nel cuore della pianura pedemontana, alla confluenza del torrente Gesso con il fiume Stura; sullo sfondo, l’imponente Monte Bisalta. Un po’ fuori dai percorsi turistici più scontati, in una posizione strategica allo sbocco di sei valli comunicanti con Liguria e Francia, la città piemontese riserva tuttavia al visitatore straordinarie sorprese, non solo dal punto di vista panoramico, ma anche per le sue testimonianze storiche, antiche e più recenti.

Per avere maggiori informazioni, si segnala l’Ufficio del Turismo della città di Alessandria: Piazza della Libertà, 43, Alessandria, AL.

AGRIBERRONI

Agriberroni è l’azienda agricola e agrigelateria della Tenuta “I Berroni”, nobile residenza della fine del ‘700 situata a Racconigi. Si colloca nella rilassata pianura alluvionale che, stretta tra le ultime propaggini delle alpi Cozie e delle colline del Roero, si estende tra Torino e Cuneo. Racconigi è famosa per il Castello Reale Sabaudo e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. La Tenuta I Berroni fu costruita nel 1773 per il nobile De Laugier come dimora di villeggiatura: dotata di uno splendido parco, una cappella e alcuni edifici rurali, era una villa isolata in campagna, del tutto autosufficiente. Le decorazioni degli interni e gli antichi arredi furono commissionati ai numerosi artisti che lavoravano per il Castello di Racconigi.

COME RAGGIUNGERE L’AZIENDA

Trasporto pubblico: L’azienda agricola dista circa 42 km dai Giardini Sambuy. Può essere raggiunta prendendo il treno diretto a Cuneo presso la stazione di Torino Porta Nuova. La fermata in cui scendere è Cavallermaggiore (31’, 3 fermate). Da qui prendere il bus n.145 diretto a Pancalieri e scendere alla fermata Tenuta Berroni 1 (14’, 3 fermate).

In auto: L’azienda può essere raggiunta anche in macchina. Partendo dalla stazione di Torino Porta Nuova tramite A5/E612 e A5.

1° TAPPA: Parco forestale del Roero

Sorge al centro dell’ultimo grande bosco della pianura padana, la “Silva popularis” o “Nemus cellar”. Sono oltre cento ettari di terreno, una grande estensione che conta una parte di bosco vecchio e l’altra di reimpianti. Negli ultimi dieci anni, infatti, sono circa 150 mila le piante messe a dimora.

È un parco forestale molto, molto speciale. Infatti è l’unico in Italia, forse in Europa, a finanziarsi grazie ad una discarica. L’ingresso nell’area protetta è infatti accanto all’ingresso della sede della discarica del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti di Alba-Bra. Ed è stata proprio “l’azienda dei rifiuti” a destinare, negli anni, risorse per la riforestazione della zona.

2° TAPPA: RoeroVero

Fra le affascinanti colline del Roero (provincia di Cuneo) regione Patrimonio dell’Unesco, sorge RoeroVero, azienda agricola a conduzione famigliare, nata dalla passione del proprietario Adriano Arduino che, a seguito della laurea in Scienze Forestali e Ambientali presso la Facoltà di Agraria, sceglie di concretizzare da subito i suoi studi, riprendendo le radici della famiglia.

RoeroVero produce in regime di Lotta Integrata, i veri prodotti d’eccellenza del Roero: le nocciole, Tonda Gentile Trilobata del Piemonte IGP, che presentano in diverse forme (sgusciate, tostate, in farina, in granella), miele e polline e ortaggi di stagione.

L’amore per il proprio territorio e per le tradizioni della zona hanno portato Adriano e la moglie Teresa a scegliere la strada del ritorno alla terra e alle proprie origini unendola alla voglia di innovazione che concretizzano attraverso l’incontro con tecnici agronomi desiderosi di sperimentare.

Unire tradizione e innovazione in tutte le attività produttive è in assoluto il modus operandi di RoeroVero, attraverso il quale Adriano e Teresa ricercano ogni giorni la migliore garanzia di genuinità.

I loro prodotti sono commercializzati prevalentemente in vendita diretta per poter meglio valorizzarli e raccontarli al consumatore finale. L’azienda consegna inoltre a domicilio, anche su Torino.

3° TAPPA: Il Castello di Monteu Roero

Monteu Roero veniva anticamente chiamato Monte Acuto – dal latino Mons Acutus – a causa della sua posizione strategica. Il Castello posizionato in alto, sulla cima di una collina scoscesa, oltre ad assicurare una splendida vista sul Roero, garantiva la supremazia strategica, la sicurezza della fortezza e dei suoi abitanti. Motivo per il quale sono molti i nomi di imperatori e regine che hanno sfruttato la bellezza e la protezione di quella posizione ineguagliabile.

4° TAPPA: Oddo punto verde

Oddo Punto Verde è Alessandro Oddone, giovane coltivatore di Savigliano con una grande passione per l’orto e per la Natura. Alessandro coltiva con attenzione ortaggi freschi seguendo il metodo biologico e garantisce la produzione sempre e solo di stagione. Durante il periodo invernale, quando le produzioni in Piemonte sono pressoché nulle, si appoggia ad aziende o cooperative di produttori biologici del centro/sud Italia.

Oddo Punto Verde è un produttore Googreen perchè la pensa come noi: mangiare cibi sani, coltivati secondo principi naturali senza l’uso di diserbanti, concimi chimici, fitofarmaci e antiparassitari di sintesi ma piuttosto con prodotti di origine naturale, è fondamentale per la nostra salute e longevità. Inoltre Alessandro ha grande rispetto per la Terra che, stremata dallo sfruttamento intensivo, gode dei benefici del metodo biologico e restituisce prodotti buoni e sani.

5° TAPPA: I Ciliegi Selvatichi

I Ciliegi Selvatici nascono nel 2011, in provincia di Cuneo, dall’incontro  tra l’Associazione l’Airone di Manta, il gruppo Scout Agesci di Saluzzo ed alcuni genitori di ragazzi disabili. L’obiettivo della Cooperativa è l’inserimento lavorativo di persone disabili in campo agricolo, facilitandone la socializzazione, le capacità di apprendimento, lo sviluppo delle abilità e favorendone in tal modo la coesione sociale e il miglioramento della qualità della vita. L’obiettivo è quello di creare, grazie ad una serie di servizi integrati, una possibilità professionale per i ragazzi adulti con disabilità del territorio, dando loro la possibilità di potenziare la propria autonomia e sollevando la famiglia, senza diventare per quest’ultima un peso insostenibile.

Il nostro nome nasce a Canosio, 1800 m s.l.m. (Val Maira, Piemonte): qui, crescono piante di ciliegi selvatici, che accolgono la bella stagione con la freschezza e l’armonia della loro fioritura. Una poesia a cielo aperto… a Canosio le nostre ciliegie si sviluppano più tardi rispetto all’usuale ciclo di maturazione. Da questo fatto è nato un parallelismo con la crescita e lo sviluppo dei nostri ragazzi: maturano con più calma, ma anch’essi raggiungono le loro mete! Da qui siamo nati: siamo la Cooperativa Agricola Sociale I Ciliegi Selvatici.

6° TAPPA: Il Castello di Verzuolo

Il castello di Verzuolo, a pochi chilometri dalla città di Saluzzo, ebbe origine nel 1377, quando il marchese Federico II di Saluzzo decise di ricostruirlo sulle rovine di un più antico fortilizio. Già nel periodo medievale, questa fortificazione era considerata una delle più grandi e potenti presenti sul territorio. Nel XV secolo il maniero fu ristrutturato per la prima volta dai marchesi Ludovico I e Ludovico II che ne aggiornarono i sistemi difensivi. Tra la seconda metà del Cinquecento e l’inizio del Seicento l’edificio divenne una vera e propria dimora signorile per volontà del Conte Michele Antonio di Saluzzo della Manta, con una sostanziale ridestinazione d’uso degli ambienti interni, ma anche con una particolare attenzione agli esterni. Nell’Ottocento era considerato uno dei più bei castelli del Piemonte ed è intorno agli anni Quaranta del XIX secolo che venne arricchito da elementi neogotici costruiti e dipinti. In questo periodo il castello fu ereditato dalla famiglia Mola di Larissé di Carignano e poi dai Barbiellini Amidei. Il progressivo abbandono e degrado del maniero portarono nel Novecento a crolli e demolizioni di gran parte della porzione meridionale dell’edificio.