Campagna crowdfounding SEMINATO
Campagna crowdfounding SEMINATO
Una campagna collettiva per far rifiorire i Giardini Sambuy
SEMINA.TO è una campagna di crowdfunding civico nata per sostenere la rigenerazione sostenibile e partecipata dei Giardini Sambuy, il parco storico di Piazza Carlo Felice che accoglie ogni giorno cittadini, viaggiatori e visitatori all’ingresso di Torino.
Attraverso il lavoro dell’architetta paesaggista Elisa Campra e dell’agronoma Laura Storero, il progetto propone di riscoprire la storia e l’evoluzione naturale del giardino, recuperando parte della sua composizione vegetale originaria e adattandola alle esigenze ambientali del presente.
Realizzati nel 1861 dall’architetto paesaggista Jean Pierre Barillet-Deschamps, i Giardini Sambuy rappresentano uno degli spazi verdi storici più significativi della città. Nel tempo, alcune delle antiche aiuole fiorite e degli elementi botanici e architettonici che componevano il disegno originario del parco sono andati incontro a deterioramento o trasformazione.
SEMINA.TO nasce per coinvolgere cittadini, imprese e comunità in un gesto concreto di cura condivisa: contribuire alla rinascita del parco attraverso nuove piantumazioni, interventi botanici mirati e azioni culturali capaci di restituire valore a uno dei luoghi più attraversati di Torino.
Un parco storico per una città contemporanea
I Giardini Sambuy sono la porta d’ingresso verde della città. Chi arriva a Torino dalla Stazione di Porta Nuova incontra questo spazio circolare, attraversato da percorsi sinuosi e aperto verso la città attraverso cinque varchi.
È un luogo di passaggio, ma anche di sosta, incontro e respiro urbano.
In una città di quasi un milione di abitanti, gli spazi verdi come i Giardini Sambuy sono oggi più che mai fondamentali per il benessere collettivo. Non solo per la loro bellezza, ma per la capacità di contribuire alla qualità dell’aria, alla biodiversità, alla mitigazione climatica e alla vivibilità dello spazio pubblico.
Biodiversità, clima e benessere
SEMINA.TO parte dallo studio delle specie vegetali originarie e autoctone del giardino, verificandone l’adattabilità rispetto ai fattori climatici attuali e futuri.
L’obiettivo è introdurre nuove piantumazioni capaci di svolgere reali funzioni ecosistemiche:
* sostenere la biodiversità urbana;
* favorire l’impollinazione attraverso piante mellifere;
* attrarre insetti utili alla riproduzione delle piante;
* contribuire all’assorbimento di inquinanti e polveri sottili;
* migliorare la qualità dell’aria;
* aumentare il benessere ambientale e sociale del parco.
L’obiettivo è introdurre nuove piantumazioni capaci di svolgere reali funzioni ecosistemiche:
* sostenere la biodiversità urbana;
* favorire l’impollinazione attraverso piante mellifere;
* attrarre insetti utili alla riproduzione delle piante;
* contribuire all’assorbimento di inquinanti e polveri sottili;
* migliorare la qualità dell’aria;
* aumentare il benessere ambientale e sociale del parco.
Le nuove essenze non vengono quindi scelte soltanto per il loro valore ornamentale, ma per il ruolo che possono svolgere all’interno di un ecosistema urbano più sano, resiliente e vitale.
Una bellezza democratica
Un bello accessibile a tutti, non precluso a nessuno e proprio per questo meritevole di cura da parte di tutti.
SEMINA.TO vuole restituire ai Giardini Sambuy una bellezza curata e condivisa, capace di ispirarsi agli antichi canoni naturalistici ottocenteschi e, allo stesso tempo, di rispondere alle nuove esigenze ambientali della città contemporanea.
È un progetto che parla di piante, ma anche di responsabilità collettiva. Di memoria storica, ma anche di futuro. Di estetica, ma soprattutto di relazione tra persone, luoghi e natura.
Arte e rigenerazione urbana
In linea con le iniziative culturali promosse negli anni da Giardino forbito, SEMINA.TO intreccia la cura del verde con una riflessione artistica sulla città.
All’interno del progetto si inserisce SPORCA TORINO, il lavoro di Giuseppe Falcone, a cura di Massimo Barzagli, docente di Pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
SPORCA TORINO parte da un gesto semplice e partecipato: la pulizia di elementi urbani. Lo sporco raccolto dalla città viene trasformato in pigmento e utilizzato per generare pitture ad acquerello.
Ciò che normalmente viene rimosso, scartato o ignorato diventa così materia creativa.
Il risultato è una pianta di Torino che racconta ogni quartiere e ogni via attraverso il proprio vissuto, le proprie tracce, la propria memoria materiale.




